Sciogliere la corazza
Chi sono?
Questa non è una domanda facile alla quale rispondere. Vi posso dire da dove sono partita, il cambiamento al quale ho assistito e dove sto andando, consapevole che tutto cambia e io cambio osservandomi.
Sono Antonella Patrone. Il mio percorso nasce dal mondo della farmacia, dove per anni ho esercitato come farmacista, per poi evolversi e ampliarsi verso una visione più integrata del benessere. Oggi opero come iridologa e reflessologa plantare, inserendo quotidianamente nella mia pratica , sia personale sia professionale, le tecniche energetiche, con un focus specifico su AGER e TAI che integro con meditazioni familiari sistemiche. Da quando ho lasciato il banco di farmacia la mia vita è molto cambiata ed è iniziato un lavoro profondo di disidentificazione, un percorso di riscoperta di aspetti di me sempre taciuti e un’opera di bonifica bella tosta del mio modo interiore. Tutto questo grazie all’incontro con molte persone tra le quali Andrea Fredi.
Il mio incontro con Andrea Fredi è iniziato attraverso AGER, una metodologia che si è rivelata fin da subito perfettamente complementare al mio lavoro con l’iridologia e allo studio del cronorischio sull’iride e l’approccio familare sistemico.
Proprio l’approfondimento di AGER mi ha introdotta all’uso di TAI, che ne costituisce parte integrante. Affascinata dalla semplicità e dall’immediata efficacia di questa tecnica, ho scelto di intraprendere l’intero percorso formativo.
TAI è una tecnica ideata da Andrea Fredi nel 2017, in continua evoluzione e costante crescita.
Cosa mi ha conquistata fin da subito di questo metodo?
L’unione di due principi fondamentali: la meditazione e l’intenzione.
In questa sintesi si fondono la capacità, donata dalla meditazione, di entrare in contatto con la propria dimensione interiore, rimanendo in un atteggiamento di profonda presenza e affidamento, e la forza dell’intenzione, intesa come volontà chiara e motivazione orientata verso un preciso obiettivo di trasformazione.
La grande semplicità e la ripetitività del metodo.
La modalità lineare rende la pratica di TAI facilmente integrabile nella quotidianità. È un aspetto per me fondamentale, poiché stimola e guida la persona ad acquisire una concreta ed efficace autonomia nella gestione del proprio benessere interiore. Diventa quindi di applicazione talvolta più immediata e semplice rispetto a AGER e prepara il “terreno” ad un suo successivo utilizzo. Inoltre la sua facilità ne rende possibile l’applicazione anche con i bambini.
La sua efficacia nel rimodulare lo stress
TAI si dimostra uno strumento straordinario perché è in grado di azzerare lo stress legato a vissuti recenti o passati con un’estrema rapidità ed efficacia, alleggerendo la carica emotiva associata alle esperienze e ripristinando un senso di equilibrio e neutralità.
Quando TAI diventa parte integrante della propria vita quotidiana, la sua efficacia non si limita all’emergenza del momento ma è in grado di abbassare costantemente i livelli generali di stress, favorendo un riallineamento profondo che coinvolge l’equilibrio interiore, corporeo, emotivo e mentale.
L’apertura e l’esplorazione interiore spontanea.
La pratica costante porta in modo del tutto naturale a rivolgere lo sguardo verso la nostra dimensione profonda. Favorisce così una progressiva e sempre maggiore apertura del nostro sistema interiore, permettendo di fare emergere con grazia e di portare a risoluzione nodi, vissuti e memorie irrisolte via via più profonde.
La grande versatilità e la scalabilità del metodo.
TAI rappresenta un vero e proprio universo di possibilità: include tecniche differenti per tipologia, genere e livelli di applicazione. Questa straordinaria flessibilità la rende adatta a un’ampia varietà di casi e a persone con livelli di consapevolezza molto diversi tra loro, accompagnando ciascuno nel proprio specifico grado di maturazione e crescita interiore.
L’armonica integrazione con le meditazioni sistemiche familiari.
Un ulteriore e prezioso vantaggio che ho riscontrato è la perfetta sinergia tra TAI e il lavoro di meditazione o visualizzazione sistemico-familiare. In questo ambito, TAI si rivela un alleato eccezionale per normalizzare e riequilibrare con immediatezza le reazioni o le cariche emotive che possono affiorare durante l’applicazione di questi metodi.
TAI è stato per me di grande aiuto: come e quando?
L’Accademia TAI e poi il percorso Formula Uno sono arrivati in un momento particolarmente delicato della mia vita o perlomeno io l’ho percepito così.
Da circa due anni ho progettato il mio cambio di studio e la realizzazione di un progetto di lavoro ampio con altre professioniste con le quali ho già una proficua e stretta collaborazione.
Questi due anni sono stati però caratterizzati dalla mia procrastinazione e tutta una serie infinita di intoppi che non portavano mai ad un avanzamento, con una situazione sempre bloccata al punto zero.
È da quando ho iniziato a lavorare assiduamente con TAI che finalmente la situazione si è sbloccata, ho iniziato i lavori di ristrutturazione nell’appartamento destinato al mio nuovo studio e ho trovato un accordo di lavoro ottimale con le mie colleghe.
Quali le tappe principali e le tecniche specifiche venute in aiuto?
Il triangolo sì è proprio da considerare!
Cosa significa lavorare con il triangolo?
L’applicazione metodica del triangolo prevede di lavorare su tre aspetti, esperienze, fantasie e idee o convinzioni, che in pratica caratterizzano le memorie irrisolte rimaste congelate in noi e che continuano ad influenzare il nostro presente, le nostre scelte e nel mio caso determinavano il blocco nel procedere nel mio progetto.
Sono partita dall’elenco di tutte le paure che avevo nel mettere in atto questo cambiamento e per ciascuna paura ho preso in considerazione le fantasie che le sostenevano e le ho lavorate una per una con TAI ISTANTANEA arrivando spesso rapidamente a rendermi conto che non rappresentavano pericoli reali, ma eventuali piccole difficoltà gestibili. Ho anche lavorato “tutte le fantasie di fallimento vissute in famiglia” recependo come significativo il passato da imprenditore di mio papà e le paure che io stessa da bambina o adolescente ho respirato rispetto ai suoi incarichi lavorativi.
Ho viaggiato poi nel tempo passato individuando esperienze pregresse di miei “fallimenti” in ambito lavorativo riducendo i picchi di stress ancora presenti nel ricontattarli.
Ho lavorato le credenze limitanti che ancora ho percepito attive nel remare contro: “non sono abbastanza” “non valgo quanto mio padre” sono state quelle più significative.
TAI INTERNA ha permesso di mettere il turbo
Cosa significa lavorare con TAI interna?
Utilizzare TAI interna significa fare un lavoro più profondo, significa portarsi in contatto con l’energia di ogni singola parte di noi sia esso un ricordo, un pensiero, un’immagine, un’emozione, un simbolo etc… e orientarla verso il nostro obiettivo.
Utilizzarla nel precedente lavoro che ho brevemente descritto applicando il triangolo ha portato ad avanzamenti molto rapidi.
La Tecnica della mappa ha permesso di trovare il bandolo della matassa
Cosa significa lavorare con la Tecnica della Mappa?
La tecnica della mappa consiste sostanzialmente di dare voce al campo morfogenetico come nelle Costellazioni familiari, la differenza è l’applicazione di TAI a facilitare lo snodo della situazione.
È stata importante in un momento di instabilità vissuto con il mio team: rappresentarlo e lavorare con TAI ha generato un nuovo ordine.
La Tecnica del cassetto mi ha strabiliata
Cosa significa lavorare con la Tecnica del cassetto?
È una tecnica che prevede di lavorare una situazione particolarmente ostica o un obiettivo arduo da raggiungere o un problema specifico in maniera automatica delegando al nostro inconscio il lavoro. La si applica affidando ciò che vogliamo risolvere ad un cassetto immaginario posto in corrispondenza della nostra nuca. Applicai la tecnica durante una sessione di gruppo ideale per beneficiare al meglio della forza dell’intenzione che nel gruppo è fortemente amplificata e affidai al mio cassetto l’immagine dei lavori in corso che avrei desiderato partissero. Ecco, il giorno dopo ricevere dal muratore che ho incaricato la foto praticamente identica allo scenario inserito nel mio cassetto mi ha strabiliata.
Riassumendo sono partita da:
- Condizione di blocco caratterizzata da:
EMOZIONE PREVALENTE: Paura e sue sfumature e insicurezza
PENSIERO/CREDENZA PREVALENTE: “Non sono in grado di intraprendere un tale progetto”
FANTASIE: “Potrei perdere tutta la mia clientela…” “Potrei fallire…” etc…
E sono arrivata a:
- Condizione di sblocco caratterizzata da:
EMOZIONE PREVALENTE: Entusiasmo, curiosità, fiducia
PENSIERO/CREDENZA PREVALENTE: “Ho le risorse per intraprendere questo progetto e alimentarlo”
FANTASIE: gestite per stare nel “qui e ora”, comprese quelle illusorie tipo “andrà tutto bene”
Il caso: sciogliere la corazza
Punto di partenza
La cliente è arrivata a me per una motivazione fisica: dolorabilità sul lato sinistro del corpo, principalmente localizzata nella zona del collo e della spalla.
Indago il momento dell’insorgenza del sintomo: durante e dopo il periodo COVID con notevole acuzie da poco più di un anno, da quando il marito incorre in un problema di salute importante.
In una prima fase di valutazione attraverso l’analisi dell’iride e del piede emergono diversi aspetti significativi:
- La persona ha un forte atteggiamento controllante, soprattutto rivolto ai suoi familiari e si prende totalmente carico della loro situazione, andando in conflitto rispetto a scelte che lei reputa sbagliate per loro.
- La persona ha in mano la gestione della maggior parte delle questioni familiari e della routine quotidiana
- Ha un atteggiamento molto rigido anche rispetto alle sue scelte personali e quando talvolta esce dalle regole si giudica pesantemente
- Ha difficoltà a comunicare in famiglia soprattutto con la figlia e di questo aspetto è molto dispiaciuta
- Frequente atteggiamento di ansia e preoccupazione alimentato da fantasie pessimiste
- Disegnando insieme l’albero genealogico emerge che la stessa rigidità era della mamma
Rispetto al periodo di insorgenza dei sintomi si evidenzia un forte atteggiamento di sofferenza sia durante il COVID, sia durante la malattia del marito: una sofferenza nell’accettare le scelte altrui da lei considerate sbagliate.
Percorso
Il percorso TAI è stato integrato con meditazioni familiari sistemiche e AGER.
Nel dettaglio:
- I primi incontri sono stati dedicati ad insegnare la tecnica alla mia cliente in modo da renderla autonoma e in grado di lavorare sui piccoli eventi della sua quotidianità in maniera costante. Inoltre è stata invitata a seguire delle breve pratiche guidate di rilassamento e propriocezione corporea per facilitare il lavoro all’interno di sé.
- L’ho poi guidata in due meditazioni familiari sistemiche rivolte alla mamma durante le quali l’applicazione di TAI sulle immagini o i pensieri che creavano forte impatto emotivo ha permesso di rendere più armonico il lavoro. In particolare la frase di armonizzazione finale “Armonizzo tutti i miei sistemi ai cambiamenti in corso e alla nuova consapevolezza” alla fine della pratica catartica, ha consentito di mettere a terra il lavoro fatto durante la meditazione e ha invitato il sistema a fare suo il lavoro a tutti i livelli.
- Molto significativo è stato il ritorno al momento di acuzie del suo sintomo doloroso testa/spalla sinistra, quando insorge la malattia del marito: applicando il metodo del triangolo ho lavorato con lei le esperienze con tutte le immagini responsabili della sua risposta di stress (immagine del marito sofferente, il viaggio per andare in ospedale) tutti i pensieri correlati (“lui non segue le regole”, “io ho cominciato a fasciarmi la testa”, frase molto rilevante vista la manifestazione del sintomo) e anche la credenza limitante “io devo gestire tutto”. Le sequenze ripetute di TAI con il metodo del triangolo hanno portato a una discesa drastica dei livelli di stress. Le riflessioni successive hanno portato a rimarcare le nuove consapevolezze “accetto che mio marito è responsabile delle sue scelte” “non posso cambiarlo se lui non vuole” “come posso gestire diversamente? posso scegliere di delegare?”
- A questo lavoro ho abbinato le mie conoscenze di AGER applicando la miscela di fiori di Bach di emergenza sul cronopunto riferito all’età della mia cliente e del marito nel momento preso in considerazione con TAI, guarda caso lo stesso cronopunto per entrambi.
- Altro episodio molto significativo lavorato con TAI è riferito al desiderio della figlia di fare un tatuaggio e tutta la sua disapprovazione: entrando da questo episodio la mia cliente ha avuto la possibilità di ricontattare la sua esperienza da adolescente che per volontà della mamma non poteva appendere poster nella sua stanza, non poteva esprimere se stessa come avrebbe voluto; anche in questo caso il riequilibrio percettivo ha portato a normalizzare la rabbia e la tristezza che erano ancora vivide in lei e ha sottolineare come in lei sia radicata la credenza “non posso esprimermi al di fuori delle regole” confermata da altre esperienze del suo vissuto, lavorate anch’esse.
- Anche in questo caso il lavoro con TAI è stato abbinato all’applicazione dei fiori di Bach sul cronopunto riferito all’età della figlia attivo al test cronoposturale.
- Infine è stato importante il lavoro condotto su un nuovo episodio di vissuto durante il quale non ha ricevuto gli auguri da parte della figlia nel giorno della festa della mamma. In questo caso ci siamo soffermate sul “silenzio”, sulla fantasia “mi ha sempre fatto gli auguri, li farà anche questa volta” e sulla credenza “non sono degna d’amore”, “non sono una brava mamma” sino a normalizzare la risposta che era comprensiva di rabbia e delusione. Il metodo del triangolo torna ad essere il protagonista vincente.
Risultati ottenuti:
- La cliente nota un netto miglioramento della dolorabilità e della rigidità nella zona spalla e testa a sinistra
- A livello emotivo si rende conto di aver migliorato il suo ascolto e aver imparato a stare e gestire l’emozione senza fuggire in giustificazioni o pensieri
- Ha ridotto il suo atteggiamento controllante nei confronti dei familiari e di sé stessa, è meno rigida nei confronti delle sue scelte alimentari o personali
- Si concede spazi dedicati a sé e a fare ciò che più le piace, anche allontanandosi da casa per alcuni giorni e delegando le faccende delle quali normalmente si occupa lei. Sperimenta anche esperienze per lei nuove.
- Si è aperta a ricevere i complimenti e a farseli da sé.
- È migliorata la sua comunicazione in famiglia e con sé stessa.
Tutto ciò grazie a TAI, all’impegno e la costanza della mia cliente, anche nella pratica quotidiana!
Due trasformazioni concretamente notevoli: la mia e la sua!
Dott.ssa Antonella Patrone
Farmacista, Naturopata di segnale esperta in Iridologia e reflessologia plantare (L4/2013)
Operatrice AGER Master
Operatrice TAI Master
Contatti: 3280285941

