Eve viene per la seconda volta in studio, su consiglio dell’insegnante della sua scuola, a causa di episodi di rabbia che quest’ultima ha osservato.
Durante la prima seduta, Eve ha realizzato un disegno del suo cuore, nel quale l’ho aiutata a scrivere i suoi sentimenti ed emozioni, utilizzando immagini di volti simili a emoji. Osservo così la sua capacità di entrare in contatto con il proprio mondo interiore e di verbalizzare ciò che prova. Rappresenta diverse emozioni e, con dei contorni, stabilisce lo spazio che queste occupano nel suo cuore. Le propongo di immaginare di poter aprire uno dei cassetti del suo cuore (mostrandole dei piccoli cassetti di cartone) per guardare insieme cosa ha portato quell’emozione lì; accetta e mi racconta vari episodi.
Alla seconda seduta, riprendiamo il disegno, e le chiedo se la rabbia è ancora presente. Quando mi risponde di sì, le propongo di prendere una “bacchetta magica” (un nastro di stoffa colorato) per pronunciare delle “frasi magiche”. È il modo in cui le introduco al TAI esterno.
Così, teniamo ciascuna un nastro colorato in una mano e siamo in piedi, una di fronte all’altra. Le chiedo se può chiudere gli occhi e cercare dove si nasconde questa rabbia. Chiudo anch’io gli occhi per accompagnarla, e lei risponde: “Sì, qui”, indicando la sua spalla destra.
Le chiedo: “A cosa assomiglia questa rabbia?”
Eve risponde: “A una palla nera”.
Le propongo di ripetere con me una prima “frase magica”, posando una mano sulla parte bassa del ventre (sul 1° Dantian), mentre l’altra agita il nastro mentre pronunciamo le frasi. Prima di dire la frase, per spiegarle come inspirare ed espirare, le dico:
– “Inspira forte con il naso immaginando un fiore dal profumo buonissimo e soffia con la bocca sulle candeline della nonna, quelle della nonna perché sono tante”. Poi diciamo insieme: “Riprendo il mio potere e libero l’energia contenuta in questa palla nera”.
Chiudiamo un po’ gli occhi, poi posiamo una mano al centro del petto (2° Dantian), respiriamo insieme, e agitiamo di nuovo il nastro con l’altra mano dicendo:
– “Lascio andare ogni attaccamento e identificazione in relazione a questa palla nera”.
Chiudiamo di nuovo un po’ gli occhi e le dico:
– “Ora metteremo una mano sulla fronte (3° Dantian), inspira/espira, poi diremo:
– “Creo dentro di me ordine e coerenza, in relazione a questa palla nera”.
Dopo un breve momento, le propongo di osservare cosa è cambiato riguardo a quella palla nera e alla rabbia. Lei mi dice che è diventata una piccola macchia nera, che si è spostata sulla testa. Mi racconta poi che sta pensando a diversi eventi che l’avevano fatta arrabbiare.
Le propongo di ripetere le frasi magiche per quei singoli eventi, seguendo lo stesso procedimento del TAI esterno, sempre in piedi con il nastro.
Diciamo, sul 1° Dantian: “Riprendo il mio potere e libero l’energia contenuta in tutto ciò che mi ha fatto arrabbiare con X…”.
Poi, sul 2° Dantian: “Lascio andare ogni attaccamento e identificazione in relazione a tutto ciò che mi ha fatto arrabbiare con X…”.
Infine, sul 3° Dantian: “Creo dentro di me ordine e coerenza in relazione a tutto ciò che mi ha fatto arrabbiare con X…”.
Poi mi dice che non sente più nulla, ride e vuole che andiamo a cercare suo papà, che la sta aspettando in sala d’attesa, per raccontargli cosa ha appena fatto. Prima di uscire, diciamo insieme: “Armonizzo tutti i miei sistemi a questa nuova consapevolezza”, posando una mano sul 2° Dantian.
Ho rivisto Eve alcuni mesi dopo, molto più serena e con benefici stabili nel tempo. Grazie, Eve.
Sarah Faure (Molteni) Operatrice Master TAI – Psicologa Clinica
