TAI e la relazione di coppia
Tesina di Anna Persico
Certificazione come operatrice avanzata TAI
1. Introduzione:
Lavoro da alcuni anni come counselor, mi sono formata nell’approccio centrato sulla persona di Carl Rogers
e nella psicologia generativa di Ferruccio Marcoli. L’approccio centrato sulla persona si basa sulla
convinzione che la persona che chiede aiuto possieda le abilità e la motivazione necessarie a cambiare se
stessa, mentre il ruolo del counselor è essenzialmente quello di facilitare questo cambiamento. L’individuo
è quindi il miglior esperto di se stesso. Ho fiducia nelle persone e credo fermamente nel potere personale,
così come descritto da Rogers, che permette a ognuna e ognuno di noi di raggiungere la propria verità e la
propria congruenza. In una situazione di congruenza c’è l’accordo fra ciò che sentiamo e percepiamo e ciò
che esprimiamo, e questo ci permette di vivere le relazioni con gli altri e con noi stessi in modo funzionale e
soddisfacente.
Prima di conoscere le Tecniche di Alchimia Interiore TAI ho praticato per alcuni anni EFT su me stessa.
L’ho studiato da autodidatta e l’ho praticato anche con la mia psicoterapeuta, trovandolo sempre molto
u9le. Nel 2023 ho seguito un videocorso di Andrea Fredi di EFT-i, maturando l’idea di diventare operatrice.
Quando ho contattato Andrea per discuterne, mi ha parlato di TAI e di quanto questa tecnica sia immediata
e potente. Dopo una seduta di prova con lui, nella quale ho sbloccato ulteriormente un ricordo molto
doloroso su cui stavo lavorando da diverso tempo, mi sono convinta e ho deciso di iscrivermi alla
formazione per diventare operatrice TAI.
Durante la formazione ho usato la tecnica molto spesso, prima sulle esperienze del passato e poi su
fantasie, convinzioni e su tutto ciò che la vita quotidiana portava a galla. Durante le lezioni con Andrea ho
affrontato diverse tematiche importanti, in particolare un’esperienza traumatica che ho vissuto nella
primissima infanzia, della quale quindi non ho veri ricordi ma una memoria somato-sensoriale. Nonostante
ci abbia lavorato in passato con la psicoterapia corporea e l’EMDR, sentivo che c’erano ancora dei nodi da
sciogliere e lasciare andare. Con TAI ho potuto focalizzarmi su un dettaglio che non avevo mai considerato, e
l’ho lasciato andare. Ho provato una gioia interiore fortissima, che è durata per giorni. È stata una bellissima
sorpresa, che mi ha convinto ulteriormente della potenza di TAI, della sua capacità di illuminare e dare
finalmente la giusta importanza a ciò che sembrava un dettaglio, per poterlo infine lasciare andare.
2. Caso pratico
Lisa è una donna di 40 anni, si rivolge a me perché vorrebbe esplorare alcuni aspetti della relazione con il
suo compagno. Sono una coppia da 15 anni e lui abiualmente soffre di malesseri fisici e psicologici. Stanno
seguendo una terapia di coppia e Lisa si mette molto in discussione, rendendosi conto di quanto alcuni dei
loro schemi relazionali siano poco funzionali. In totale ci vediamo per 4 sedute in 8 settimane. In ogni
seduta ho lavorato usando l’ascolto attivo senza giudizio proprio del counseling e con TAI nei momenti in cui
emergevano punti importanti da mettere in luce.
Procedimento
Nella descrizione delle sedute riassumo le tematiche affrontate e i risultati ottenuti, senza entrare nei
dettagli del procedimento, che chiarisco brevemente qui.
L’inizio del lavoro con TAI è sempre la frase iniziale “Io sono origine” per affermare il potere personale.
Ogni sequenza (o “giro”) di TAI è preceduto:
– dalla valutazione dell’impatto che la tematica ha sulla persona tramite la scala di intensità da 0 a 10;
– dalle meta-domande necessarie per chiarire cosa attivi le reazioni automatiche a questa tematica, e
per definire le caratteristiche e l’intensità di queste reazioni.
La sequenza è composta dalla focalizzazione sui Dantian e dalla formulazione consapevole delle relative
frasi (che possono variare leggermente a dipendenza della situazione e della persona):
– ponendo le mani sul primo Dantian, situato sotto l’ombelico, si pronuncia “Riprendo il mio potere e
libero l’energia trattenuta in… (tematica)”;
– con le mani sul secondo Dantian, all’altezza del plesso solare, la frase è “Lascio andare ogni
identificazione e attaccamento a… (tematica)”;
– appoggiando due dita sul terzo Dantian, situato sul terzo occhio, si conclude dicendo “Genero ordine
e coerenza in me rispetto a… (tematica)”.
Al termine di ogni sequenza viene valutata di nuovo l’intensità e approfondito quanto è emerso. Alla fine
della seduta, per concludere il procedimento, ci si focalizza sul secondo Dantian pronunciando la frase di
armonizzazione “Armonizzo tutti i miei sistemi a questa nuova consapevolezza/ai cambiamenti in corso”.
Sebbene si tratti di un procedimento semplice, non si tratta di ripetere solamente delle frasi. È
importante che la persona si concentri sui Dantian e pronunci le frasi in modo consapevole. L’operatrice o
l’operatore invece contribuisce all’efficacia di TAI mettendo la persona a proprio agio, capendo quale sia la
tematica da evidenziare e ascoltando con attenzione quanto emerge per andare più in profondità.
Seduta 1
Il tema principale della prima seduta è la rigidità: Lisa si sente rigida verso se stessa e verso il suo compagno.
Nella relazione sente di essere sbagliata, di dover cambiare. Vorrebbe anche che il suo compagno si
comportasse in modo diverso ed è convinta che lui potrà “migliorare” nella loro relazione e cambiare
soltanto se lo farà prima lei.
Dopo averle spiegato come funziona TAI, le pongo le meta-domande e applichiamo la sequenza alla
rigidità: dapprima sulla convinzione “Dovrei essere meno rigida” e poi sulla fantasia “Lui cambierà se io
cambierò per prima”. Durante le sequenze emergono ricordi, parliamo della sua famiglia e di quanto si sia
sempre sentita rigida e sbagliata per esserlo.
Al termine della seduta, Lisa mi dice che si sente più tranquilla e che si rende conto di non poter essere
l’unica responsabile dell’andamento della loro relazione e della volontà di cambiamento del suo compagno.
Seduta 2
Lisa ha praticato TAI a casa. Oggi è molto triste e arrabbiata, è convinta che lei e il suo compagno si stiano
separando, da diversi giorni lui è chiuso in se stesso. Si sente inadeguata quando è con lui. Le chiedo
un’immagine per questo senso di inadeguatezza e lei mi racconta una tipica situazione a casa. Vi
applichiamo TAI. Dopo la sequenza, Lisa comincia a mettere in dubbio la convinzione che lui la giudichi.
L’immagine cambia, lei ora non vede più la situazione da fuori ma entra nell’immagine e si vede seduta
vicina a lui. Facciamo un secondo giro con TAI e il sentimento di sentirsi giudicata si affievolisce. Lisa dice
che le piacerebbe essere meno rigida e più amorevole ma sente fretta e pressione perché mentre lei si
sforza di esserlo, lui intanto sta male. Facciamo un giro di TAI sulla credenza: “Sono responsabile del
benessere del mio compagno”.
Lisa si sente più serena, le propongo di continuare con TAI a casa.
Seduta 3
Lisa sta molto meglio, con il suo compagno hanno chiarito diverse cose e si sentono più amorevoli l’uno
verso l’altra. Si dice pronta a continuare la loro relazione, si accorge di attivarsi meno nelle situazioni che
prima la facevano arrabbiare. Però si sente anche scettica, non ha tanta fiducia che la storia funzioni perché
in passato il miglioramento è durato poco. Teme che il ciclo di miglioramenti e peggioramenti tipico della
loro relazione si ripeterà, com’è successo altre volte, fino ad arrivare al punto di volersi lasciare di nuovo.
Lavoriamo con TAI sulla fantasia che il ciclo si ripeterà e alla fine del primo giro Lisa sente più libertà, più
possibilità. Mi dice che se anche il ciclo si ripeterà non fa niente, che non deve per forza portarlo a termine
anche questa volta. Le propongo un secondo giro su ciò che resta di questa fantasia.
Al termine mi dice che forse questa sua idea è una stupidaggine e che non deve andare come è sempre
andata. Si sente più rilassata.
Seduta 4
Lisa sente proprio che sta cambiando qualcosa. Ora si sente meno responsabile del malessere del suo
compagno e meno coinvolta. Anche il compagno ha la sensazione che qualcosa stia cambiando. Lisa mi dice
con un sorriso di quanto vorrebbe che lui fosse “più come lo voglio io e meno come è lui”. Le chiedo cosa la
disturba in lui: “La sua sensibilità eccessiva”. Mi racconta della propria famiglia, di come a volte si sia
vergognata di lui, di quanto i suoi genitori non lo abbiano mai apprezzato. Con TAI lavoriamo sulla fantasia
di volerlo diverso. Durante la sequenza sorge un’immagine che la stupisce e la fa ridere. Lavoriamo con TAI
su questa immagine. Al termine del giro, Lisa mi dice che si sente in dovere di trovare subito una soluzione
ai malesseri del suo compagno. Lavoriamo con TAI su questa convinzione e concludiamo la seduta.
Lisa se ne va stupita dell’immagine emersa.
Feedback finale
Dopo tre settimane, parlo con Lisa al telefono per avere un feedback sulla situazione. Sente davvero che il
suo modo di vivere la relazione è cambiato. Ora riesce a vedere il punto di vista del suo compagno e a non
prendere sul personale tutto ciò che accade con lui. Ha smesso di sentirsi inadeguata e sbagliata nella
relazione, e si rende conto che molti comportamenti del compagno sono dovuti al malessere fisico e
psicologico che lui sta affrontando.
Grazie a TAI, Lisa ha fatto ordine nei pensieri e nei sentimenti e si è connessa di più al suo corpo per
rielaborare le informazioni in un modo per lei nuovo. In particolare, mi dice che sono state le immagini
emerse con TAI e l’elaborazione delle stesse ad averla aiutata molto. Nonostante lo scetticismo che provava
inizialmente, ritiene che TAI sia molto utile e vorrebbe continuare ad usare la tecnica.
3. Conclusioni
Il lavoro con Lisa è stato molto soddisfacente. Lavorare con TAI sulla relazione di coppia e sul suo modo di
percepirsi e percepire il suo compagno l’ha aiutata moltissimo a ritrovare il proprio centro e la propria
congruenza. Sono felice di vederla più serena e, anche se la situazione rimane complessa, sono convinta che
ora abbia maggiori risorse per affrontare la relazione in modo centrato e funzionale.
Dopo circa 6 mesi di pratica con TAI ho trovato una certa fluidità nell’integrare questa tecnica con il
counseling centrato sulla persona. Rispetto alla non direttività del mio approccio, TAI ha un lato direttivo,
ovvero implica che come operatrice dia indicazioni e input e che diriga la seduta in modo più attivo. Per
questo inizialmente ho dovuto sperimentare e non è stato scontato per me trovare un equilibrio. Mi ha
aiutata molto accorgermi che le frasi che compongono la sequenza di TAI richiamano sia il potere
personale, un pilastro del counseling centrato sulla persona, sia la coerenza, un termine ripreso dalla fisica
traducibile con ordine e armonia e che può essere facilmente interpretato come congruenza, un altro dei
pilastri dell’approccio centrato sulla persona. Il counseling e TAI hanno anche in comune l’obiettivo di
rendere le persone autonome e quindi in grado di occuparsi del proprio benessere psicologico senza l’aiuto
costante del professionista.
In conclusione, TAI si sta rivelando molto utile nella mia pratica in diversi frangenti, in particolare in
quelle situazioni in cui la persona è bloccata e non riesce a contattare i propri sentimenti e le proprie
emozioni e fa fatica ad ascoltare le reazioni del proprio corpo alle varie tematiche. Anche se in alcuni casi è
accolta con scetticismo, TAI funziona sempre e comunque, sorprendendo le persone e, ogni volta, anche
me!
Ringrazio amiche, familiari e clienti che negli ultimi mesi si sono fidati di me e hanno provato TAI,
permettendomi di praticarla e migliorare. E ringrazio Andrea per aver creato questa tecnica e renderla
disponibile a tutte e tutti con professionalità. Continuerò con entusiasmo a contribuire alla diffusione di TAI
e al benessere delle persone.
Anna Persico
Counselor – consulente psicosociale
www.traleonde.ch
