TAI e paura di parlare in pubblico

Sessione di TAI per una persona che deve parlare in pubblico ma si sente così stressata da temere di vomitare.

Il signor C. mi contatta perché tra meno di una settimana dovrà parlare davanti a un pubblico di diverse centinaia di persone. Gli piace farlo, è volontario nel farlo, lo fa da diversi anni, ma ogni volta si verifica ciò che teme di più al mondo: lo stress lo porta a vomitare davanti all’assemblea.
Anche se non mangia, comunque espelle bile.
Questa volta non vuole che succeda di nuovo: è pronto a fare tutto il necessario per affrontare la situazione, perché per lui è molto importante.

Hum!
Osservo che, in realtà, non si tratta di uno stress legato al parlare in pubblico che provoca il vomito, ma piuttosto di una paura di vomitare in pubblico.
“Sì, è così!” mi risponde.
Allora indago per capire cosa possa aumentare il suo stress al punto da vomitare sul palco.
Identifico che ha un’aspettativa rispetto a diverse persone e teme di deluderle. Per qualcuno dovrebbe essere biondo, per altri bruno…
Ma questo non è abbastanza attivante.

Allora approfondiamo il significato del verbo “vomitare” in francese. Può anche significare “rendere”. Deve “rendere” il testo che ha imparato?
“Sì, un po’, ma non al punto da ‘rendere il pranzo’,” mi dice, perché sa di conoscere bene il suo testo.

Poi emerge un’altra simbologia del vomito: prima di vomitare si prova nausea, e per esprimerlo si dice “ho mal di cuore” (j’ai mal au cœur).
Ah! Questo sì che risuona con lui: imparare un testo a memoria, doverlo restituire alla persona giusta al momento giusto.
Gli chiedo quando si è trovato per la prima volta in una situazione in cui ha dovuto forse dire un testo o esprimersi davanti agli altri e l’ha vissuta male, al punto da provare “mal di cuore”.

Subito gli viene in mente una scena dell’infanzia: il primo giorno in una nuova scuola, l’insegnante gli fa notare che non aveva scritto correttamente il suo nome. Si sente umiliato davanti a tutta la classe.
La seconda immagine che emerge è di sé stesso nel cortile della scuola, intento a vomitare, e ricorda che da quel momento tutte le sue tentate espressioni orali davanti a un pubblico si sono concluse con un vomito sistematico.

Ok, abbiamo due scene di partenza per iniziare le sequenze TAI.

Prima scena

Le meta-domande rivelano che la rappresentazione è visiva: vede l’insegnante che urla, ma non sente cosa dice; lo vede solo come una figura imponente, dominante.
Quando entra in contatto con questa rappresentazione:

  • A livello corporeo, si sente bloccato, paralizzato.

  • A livello emozionale, prova incomprensione.

  • A livello mentale, c’è il vuoto.

Formuliamo la frase:

  • “Io sono Origine.”
    Poi, con le mani sul primo Dantian:
  • “Riprendo il mio potere e libero l’energia incastrata in questa rappresentazione e in tutto ciò che essa rappresenta per me.”
    Poi, con le mani sul secondo Dantian:
  • “Lascio andare tutte le identificazioni e gli attaccamenti a questa rappresentazione e a tutto ciò che essa rappresenta per me.”
    Infine, con indice e medio sul terzo Dantian:
  • “Genero ordine e coerenza dentro di me rispetto a questa rappresentazione e a tutto ciò che essa rappresenta per me.”

Gli chiedo cosa è cambiato:
Ora vede l’insegnante più piccolo, di lato. Non gli sbarra più il cammino e non si sente più bloccato. L’insegnante non lo impressiona più.

Seconda scena

Ha voglia di affrontare l’immagine di sé stesso che vomita nel cortile della scuola.
Facciamo un’altra sequenza TAI su questa seconda rappresentazione.
Le meta-domande indicano molto stress; la rappresentazione è principalmente cinestesica e auditiva.

  • A livello corporeo, avverte un forte dolore allo stomaco e alla gola.

  • A livello emozionale, sente “mal di cuore”.

  • A livello mentale, non c’è nulla.

Con le mani sul primo Dantian:

  • “Riprendo il mio potere e dissolvo la struttura di questa rappresentazione.”
    Con le mani sul secondo Dantian:
  • “Lascio andare tutte le identificazioni e gli attaccamenti a questa rappresentazione.”
    Con indice e medio sul terzo Dantian:
  • “Genero la massima coerenza dentro di me rispetto a questa rappresentazione.”

Dopo un grande sospiro, spontaneamente esclama:

  • “Ma è cattivo e crudele quell’insegnante! Oh, è quello che avevo sul cuore da tutto questo tempo! Oh! Sono riuscito a dirlo, a esprimerlo senza temere una punizione. Posso dire quello che ho sul cuore senza temere di vomitare. Ora posso farlo.”

Ok.
Gli chiedo di immaginarsi sul palco davanti ai futuri spettatori…
Ha ancora la gola stretta e teme che il suo stomaco possa restituire il cibo al posto del testo che ha imparato a memoria.

Gli faccio notare che l’insegnante lo aveva attaccato anche sulla sua identità, proprio quella che credeva di conoscere “a memoria”.
Questo risuona con lui, e lo tiene in considerazione mentre si rappresenta sul palco nei giorni a venire.

Facciamo una terza sequenza TAI:
Si immagina sul palco, parlando dalla propria identità di essere, restituendo il testo imparato a memoria.
La rappresentazione è completa: visiva, auditiva, cinestesica e kinestesica.
Sente ancora la gola bloccata; le parole non escono.
Prova la sensazione dello stomaco che si svuota nella gola.

  • A livello emozionale, è deluso.

  • A livello mentale, pensa: “Non ci sono ancora riuscito.”

Con le mani sul primo Dantian:

  • “Riprendo il mio potere e dissolvo la struttura di questa rappresentazione.”
    Con le mani sul secondo Dantian:
  • “Lascio andare tutte le identificazioni e gli attaccamenti a questa rappresentazione.”
    Con indice e medio sul terzo Dantian:
  • “Genero la massima coerenza dentro di me rispetto a questa rappresentazione.”

Gli chiedo cosa rimane della rappresentazione:
Della gola bloccata, della nausea e del vomito…
Non rimane nulla, solo una piccola sensazione alla gola.
Dice però che va bene, che andrà bene, e si sente persino abbastanza a suo agio da improvvisare, se necessario, perché conosce l’argomento a memoria. È gioioso!

Fine della sessione TAI dopo la frase sul cambiamento in corso e la frase di armonizzazione.

Qualche giorno dopo ricevo un messaggio dal signor C.:

  • “È andata benissimo! Per la prima volta! Grazie del tuo aiuto.”

Grazie all’aiuto di TAI.
Piccola informazione: la sessione è avvenuta a distanza, al telefono in audio.

Catherine Vial
Magnetizzatrice Guaritrice
catvial05300@yahoo.fr
06 77 55 49 82

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